
Perché non bisogna ignorare la certificazione CE per i sistemi a UV
Non si può semplicemente prendere una lampada UV-C ad alta potenza, collegarla alla presa elettrica e sperare nel meglio. Queste lampade non sono come le normali lampadine da salotto. Per uccidere i germi, è necessario utilizzare una lunghezza d’onda specifica (intorno ai 253,7 nm), in modo da distruggere il DNA. Questo processo richiede l’uso di balast ad alta tensione; inoltre, può anche generare ozono.
Per noi, il marchio CE non è soltanto un simbolo da verificare per poter procedere con l’acquisto. È la differenza tra un sistema funzionante e uno che non funziona.
L’aspetto elettrico
Le lampade economiche e non certificate di solito si danneggiano proprio nel punto in cui la lampada viene collegata al balast. È un disastro. Noi ci assicuriamo che i nostri prodotti rispettino standard rigorosi in materia di EMC. Perché? Perché non vogliamo che il nostro sistema a UV emetta rumori elettrici nella rete elettrica dell’edificio, o che faccia saltare i fusibili ogni due settimane.
Senza questa certificazione, si corre il rischio di danneggiare i componenti elettrici del sistema. Il marchio CE rappresenta semplicemente una garanzia che i cavi non si surriscaldino quando la lampada funziona a temperature elevate.
Trattenere i “elementi pericolosi” all’interno
La parte più pericolosa è questa: i raggi UV-C sono molto dannosi per la pelle e gli occhi. Noi utilizziamo vetro di quarzo ad alta trasparenza, poiché non si frantuma sotto lo stress termico. Gli standard CE ci costringono a dimostrare che lo scudo protettivo funzioni davvero. Se il contenitore della lampada presenta delle perdite, diventa un grosso problema. Noi testiamo attentamente per assicurarci che i raggi UV rimangano all’interno della camera di trattamento, lontani dalle persone che utilizzano il sistema.
Il compromesso tra potenza e efficienza energetica
Se si vuole una lampada efficiente dal punto di vista energetico ma comunque potente, è necessario concentrare molta intensità luminosa in uno spazio ridotto. Ciò significa che si genera molto calore. Bisogna assicurarsi che i ventilatori di raffreddamento siano in grado di gestire questa quantità di calore. È qui che la certificazione diventa fondamentale: essa garantisce che la lampada possa funzionare a temperature elevate senza che il vetro si rompa o che gli elettrodi si logorino troppo velocemente.
È l’unico modo per essere sicuri che i componenti di ricambio non danneggino i dispositivi non appena si accende la lampada.