
Nelle stampanti, il tempo di inattività è dovuto alla perdita di fogli non stampati e all’impossibilità di iniziare la stampa in tempi rapidi. Quando una lampada a cura UV a avvio istantaneo non riesce a mantenere una luminosità costante, la linea di produzione si ferma: mentre la lampada si riscalda, l’inchiostro rimane umido e la pila di fogli continua ad aumentare. Spesso, la causa principale del problema è proprio l’involucro in quarzo utilizzato nella lampada.
Cosa è importante nel funzionamento della lampada
Utilizziamo sempre quarzo sintetico con purezza del 99,99%, perché le impurità assorbono l’energia ultraviolettata e la trasformano in calore. Questo altera la distribuzione spettrale della luce e riduce l’intensità dei raggi UV. Nelle lampade a vapore di mercurio a avvio istantaneo, quel calore in eccesso aumenta anche la pressione interna, stressando gli elettrodi. Il quarzo ad alta purezza, invece, mantiene una trasmissione dei raggi UV costante e stabile, permettendo così di ottenere un profilo di irradiazione corretto per i fotoinizianti presenti nell’inchiostro. Il risultato è una densità energetica di cura coerente (in mJ/cm²), senza dover aspettare che la lampada raggiunga l’equilibrio termico.
Nelle tecniche di stampa UV, come l’offset, la flexografia, la serigrafia e la gravura, la fase di cura non è semplicemente un vantaggio aggiuntivo: è infatti il fattore fondamentale su cui si basa l’intero processo di stampa. Una lampada a avvio istantaneo con quarzo al 99,99% permette di raggiungere immediatamente l’intensità di irradiazione desiderata, così da poter regolare tempi e velocità di stampa senza surriscaldare la lampada stessa. In questo modo si mantiene l’integrità dei punti di stampa, si riduce il rischio di errori di stampa e si diminuisce il rischio di ostruzioni causate dalla reazione di cross-linking che avviene subito, senza alcun ritardo. Inoltre, l’utilizzo di energia diminuisce, poiché la lampada trascorre meno tempo in stato di inattività. La variabilità tra le lampade viene ridotta, il che è fondamentale quando si utilizzano più stampanti e si vuole ottenere lo stesso risultato di stampa da un turno all’altro.
L’importanza della compatibilità tra lampada e stampante
È necessario abbinare la lunghezza dell’arco elettrico, la geometria del riflettore e lo strato dichroico alla specifica della stampante e alla composizione chimica dell’inchiostro. I sistemi a avvio istantaneo richiedono inoltre una compatibilità con i componenti elettronici utilizzati nella stampante, nonché connessioni solide e pulite. Un abbinamento errato tra questi elementi può causare instabilità nell’accensione della lampada e una vita utile ridotta. Inoltre, il quarzo ad alta purezza permette un funzionamento senza ozono, ma è comunque fondamentale mantenere il riflettore pulito: polvere e nebbia d’inchiostro sul riflettore riducono drasticamente l’efficienza della lampada, più velocemente di quanto possano indicare le specifiche tecniche della lampada stessa.